Lo scorso 14 Maggio 2022, all’IPSIA di Corridonia, l’Avis ha organizzato un incontro con i ragazzi del quarto e quinto superiore per sensibilizzarli al gesto della donazione di sangue.


L’evento è iniziato con la visione di un breve filmato che tratta brevemente della nascita dell’Avis e della sua utilità a livello sociale (link: https://youtu.be/tlvlTmH9YDc). Poi fulcro della giornata sono state le ricche
testimonianze proposte da alcuni sostenitori dell’associazione che sono:
Gianluigi Cafarella, Umberto Spalletti, Gianrenato Riccioni, Giovanni Vallesi e Gioele Giachè che con le loro diversissime esperienze hanno sottolineato quanto possa essere importante donare.
L’incontro è stato presieduto da Gianluigi Cafarella, membro del direttivo dell’Avis Corridonia, il quale ha proposto l’iniziativa, aiutato poi dal professor Carpineti Vincenzo, docente di sostegno dell’Ipsia. Gianluigi ha avuto il ruolo quasi di presentatore della giornata, distribuendo la parola e ponendo le domande agli ospiti. Inoltre ha sottolineato il fatto di come l’Italia, seppur ancora per poco, non abbia raggiunto l’autosufficienza di sangue, dice “si dona meno sangue, di quello che in effetti serve alla popolazione”.

C’è assolutamente l’esigenza di nuove leve, di una nuova generazione pronta a sostituire quella uscente.
Donare il sangue è un gesto gratuito, anonimo e infinitamente prezioso.
A seguire interviene Umberto Spalletti, tecnico informatico, il quale ha testimoniato la difficile esperienza che si è trovato ad affrontare in famiglia. “Il midollo osseo di mia figlia non funzionava più” ed Elisa prima di ottenere il trapianto, racconta Umberto, aveva la necessità di continue trasfusioni di sangue e ricorda come nel mese di Luglio di qualche anno fa la ragazza, in attesa della periodica sacca di sangue, ha dovuto attendere diverso tempo prima di poterla ricevere a causa della carenza dello stesso.
“Non è piacevole attendere qualcosa di cui si ha un bisogno vitale”.
Elisa ora sta bene, studia medicina con serietà a Roma e vive la sua vita con il sorriso sulle labbra.
Successivamente viene data la parola a Gioele Giachè, classe 1997, un ragazzo della contrada di Pacigliano, Corridonia, e studente Unicam che sta ultimando la laurea magistrale in Computer Science.
Gioele nutre grande passione per il sociale, la politica e l’insegnamento, passione trasmessa in parte dal suo ex professore, Francesco Giacchetta, attualmente dirigente proprio dell’IPSIA di Corridonia. È membro di diverse associazioni, tra le tante la Sacen Corridonia di cui è vicepresidente, atleta e istruttore di atletica leggera.
“La donazione di sangue è un gesto estremamente semplice, silente che potrebbe salvare una vita.

Tutti abbiamo diritto ad una seconda possibilità”. È stata questa la forza motrice che ha convinto Gioele a tuffarsi nel mondo della donazione, diventando sia socio Avis che Admo.
Nella ricca testimonianza ricorda un suo caro amico, Gianluca Alessandrini, tristemente scomparso ormai 3 anni fa. “La vita è una, ed io non posso vivere con il rimpianto di non concedere tempo e aiuto alle persone che li necessitano”
A dare un taglio più professionale all’incontro è GianRenato Riccioni, ex dottore specializzato in anestesia e rianimazione, che con le sue infinite esperienze sia in territorio africano che al pronto soccorso, ha conquistato l’attenzione dei ragazzi.
Numerose le situazioni critiche che si è trovato ad affrontare nella sua carriera, come ad esempio la necessità in Africa di eseguire trasfusioni tempestive senza avere gli strumenti tecnici opportuni per verificare la corretta compatibilità sanguigna. Gianrenato racconta che per effettuare tale verifica spesso si è armato di metodi artigianali, come il mescolare alcune gocce di sangue del donatore e del ricevente.

Il non agglutinamento del sangue stava ad indicare appunto un’approssimata compatibilità.
L’esperto conclude ponendo particolare attenzione alle 3 eccellenze italiane in ambito sanitario, che hanno raggiunto un livello internazionale che sono: il 118, ovvero l’emergenza territoriale, la donazione di organi e tessuti, quindi tutta la rete di trapianti che vede coinvolti i soci Aido, e la donazione di sangue e di tutte le sue componenti. Tre eccellenze che, come sottolinea GianRenato, sono basate sulla filosofia del volontariato.
L’ultimo ma non ultimo ospite a prendere la parola è stato Giovanni Vallesi, uno dei dirigenti dell’Avis Tolentino, il quale ha parlato della “donazione in pratica”, con curiose similitudini ha concretizzato e spiegato con chiarezza quanto sia semplice donare e quanto sia importante il fare propaganda Avis.
“La panchina è una parte importante di una squadra. Purtroppo, qui in Italia la panchina de donatori di sangue è decisamente troppo corta” Ricorda, inoltre, che al primo posto c’è la cura e l’attenzione per il donatore, ci sono la massima sicurezza e
un costante controllo perché la persona deve necessariamente essere messa al primo posto.://www.medialibrary.it/media/esplora.aspx

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